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La parabola della vita

Qualche giorno fa scrivevo “Giorni fa ho pensato che sono all’apice della mia vita e non sarà mai meglio di così”.
Ho avuto qualche commento che si stupiva di questa affermazione che pare disperata ma è solo una presa di coscienza di come mi sento.
Tutti noi speriamo in un miglioramento continuo, senza fine. Ma vogliamo solo illuderci, non è così.
Tutti gli esseri viventi hanno una crescita, un apice e una decadenza.
Per me la vita è una parabola (rovesciata): si cresce, si sale, si migliora, si apprende, ci si sviluppa; si arriva alla massima espansione della propria personalità e da lì comincia una parte discendente in cui disimpariamo, non recepiamo, dimentichiamo, non ce la sentiamo, etc.

Questo non vuol dire che la fase discendente sia terribile, significa soltanto che deve per forza esistere un apice in cui siamo al massimo del nostro fulgore psicofisico. Esserne consapevoli non può far male. Se a 34 anni mi sento così non vuol dire che mi prospetti il resto della mia vita come un inferno, voglio solo sottolineare che, come dico ultimamente scherzando. “più bello di così non sarò mai!”.
Dopo l’apice non c’è la fine, incomincia solo una lievissima discesa in cui pian piano ci allontaneremo dal nostro picco.
Farlo con consapevolezza potrebbe farci godere di più la discesa.

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  1. 26 settembre 2008 alle 20:27

    all’inizio è lievissima poi accellera e ci sono capitomboli uno dietro l’altro.Tu sei ancora in salita è più faticosa ma non rischi di precipitare

  2. 26 settembre 2008 alle 20:35

    Sei giunta fino a qui: mi stupisci!

  3. 27 settembre 2008 alle 08:46

    Amico mio , non ci crederai ,ma la mia vita è stata una continua discesa. Sinceramente non mi lamento, ma in cuor mio non vedo l’ora, e lo dico in piena coscienza e con tutta la semplicità del mondo, che arrivi la terza e ultima parte.Mi crocifiggeranno per tale affermazione, ma io non mi son mai curato dei “si dice”, dei “si mormora”.Lo dico consapevolmente affermando che la scoperta interna porta a questa conclusione con serenità.

  4. 27 settembre 2008 alle 11:25

    E’ vero, comincia la parabola discendente, cominciano gli acciacchi, si comincia a dimenticare…di cosa parlava il post?

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