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L’indifferenza italica per il fascismo di ritorno: una storia di lunga data

Pensiamo di essere una democrazia solida e matura. Pensiamo di non avere nulla di cui vergognarci e di avere fatto i conti con il passato.

In questa gioioso e tollerante paese l’apertura di una centrale neofascista come CuoreNero non desta particolare scandalo.
La considerazione preliminare come dice giustamente Il russo nel suo post Il cuore sarà nero, la sostanza é sempre la stessa: guano è una questione di legalità: per la legge italiana l’apologia del fascismo e la riorganizzazione del partito fascista è illegale. Ma le istituzioni dormono e questo non è certo la prima volta che accade in 60 anni di repubblica. Meglio chiudere gli occhi, abbozzare, tamponare. Per carità, evitiamo la linea dura, il muro contro muro…
In prospettiva storica si può dire che l’Italia ha una lunga tradizione di atteggiamenti compromissori e diplomatici nei confronti dei rigurgiti neofascisti. Novelli Machiavelli o anime ammiccanti a sogni reazionari non è dato sapere. O meglio si può intuire. Non solo in Italia, si lascia venire alla luce il marciume illudendosi di poterlo tenere sotto controllo.

Il pericolo è strisciante. Ho l’impressione che l’opinione pubblica non percepisca il pericolo eversivo degli stessi, ma ne veda solo l’estemporanea violenza, come fossero teppisti comuni. Sappiamo che la Storia continua a essere dimenticata, la gente vuole rimuovere. D’altronde se i tedeschi sono decenni che espiano come popolo il peso orribile del nazismo, l’Italia è riuscita a ripulirsi in fretta, si è rifatta la verginità ed è entrata velocemente nel novero delle democrazie “pulite”, non facendo mai veramente un’analisi seria, un ripensamento collettivo, un’assunzione di colpa nazionale delle colpe del fascismo. Si è fatto finta che il fascismo fosse un corpo estraneo al paese, un bubbone inseritosi a tradimento sul corpo sano del paese grazie al colpo di mano di un dittatore da operetta.
Ma non era così. Se ancora dopo 60 anni vediamo qualcuno rievocarlo e seguirne i vaneggiamenti allora vuol dire che la metastasi del fascismo era ben impiantata nel tessuto del Paese e aver fatto finta del contrario è stato esiziale.
Fa male ma bisogna affermarlo: molti, troppi, italiani hanno creduto e sostenuto una dittatura sanguinaria, guerrafondaia, colonialista e razzista.
Torturatori, assassini, criminali di guerra che erano fascisti, erano italiani. Non nascondiamoci.

La politica della pacificazione nazionale forse era essenziale, ma dall’amnistia voluta da Togliatti in poi è stato un continuo chiudere gli occhi, ingoiare bocconi avvelenati, rendere torbide le acque della democrazia.
Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: il terrorismo nero, i servizi segreti deviati, la p2, Gladio, il tentato colpo di stato Borghese, Forza nuova, i neofascisti in curva.
Basta!
Impariamo dagli errori. Non sono sbandati folcloristici, sono un pericolo per la libertà e la democrazia.

“They’re cruisin downtown
Their eyes full of anger
If they can’t hurt you
They will find another
KILL THOSES RATS
They will shotdown your father
They will spit on your mother
Rape browny girl
& slaughter your brother
Killin’ Rats
Thoses Rats need a SCRATSH!
LIKE THAT!”
Mano Negra – Killing rats

[photo credit: wikipedia]

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  1. 7 settembre 2008 alle 09:38

    gentaglia che dovrebbe tornare nelle FOGNE da dove proviene

  2. 7 settembre 2008 alle 15:42

    Io temo che in realtà il paese abbozzi perchè, fondamentalmente, gli italiani desiderino forme di governo che consenta loro di pensare poco, ed il fascismo offre questo grande vantaggio. La maggioranza degli italiani è fondamentalmente ipocritamente clericale e accondiscentemente fascista. Come se non bastasse la pseudoopposizione non riesce a fornire un’alternativa convincente, si accontenta del posto in parlamento. Io non più fiducia in questo paese che ha il governo che ha scelto, che merita, che vuole.

  3. 7 settembre 2008 alle 17:35

    <>…Il pericolo è strisciante. Ho l’impressione che l’opinione pubblica non percepisca il pericolo eversivo degli stessi…<>Questo è verissimo, anche perchè la nostra informazione, serva della politica, continua a classificare le aggressioni come delinquenza comune…Grazie per la visita

  4. 7 settembre 2008 alle 20:07

    Sottoscrivo in toto il tuo pensiero, siamo alla sconfitta oramai palese della Resistenza e dela cultura della Democrazia che tanto faticosamente ottenemmo più di sessant’anni fa.

  5. 8 settembre 2008 alle 15:27

    Noi italiani non siamo abituati ad autogovernarci, a pensarci siamo una repubblica giovane (60 anni) e veniamo da millenni di governi altrui. Bisognava educare la gente alla cosa pubblica, non è stato fatto nel dopoguerra e dopo è stato conveniente non farlo. Questa repubblica potrebbe saltare in aria nell’indifferenza generale.

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