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Piccola elegia dei dischi che si aggrappano alla tua vita e non la lasciano più

Oggi ho regalato un cd e le righe di accompagnamento si sono trasformate da biglietto di auguri a elegia sui cd come oggetto, sui dischi e sulla musica:

“Un cd è un reperto dell’antico, un oggetto già di nostalgia, che presto sarà archeologia. Ma il cuore del compact pulsa interi mondi immaginati.
Un oggetto in tempi di musica immateriale, un segno che ferma un momento, un’ancora dei ricordi. Il cartone diventa il contenitore di un flusso di emozioni, un oggetto da sfiorare pregustandone il dolce ancora prima di farne girare il prezioso contenuto.
Dischi ottici, freddi, piatti, indistruttibili ma fragili. Cd che sono il regalo ideale, un lascito di emozioni che non si consuma, che supera la ricorrenza e la contingenza del donante.
Dischi da fare propri, da adottare, da incorporare. Supporti passeggeri che hanno ucciso il calore del vinile e che non sopravvivranno alla povertà gelida dei bit compressi.
Dischi che abbiamo sempre cercato, che sapevamo esistere e che speravamo un giorno di incontrare. 12 cm di copertina in cui cercare un messaggio, in cui perdersi navigando il labirinto di quello stretto lembo visuale. Musica che ti rapisce, testi che scivolano in un battito e altri che non potrai più scordare, liriche da scarabocchiare su un diario o da scegliere come epitaffio.
Un ritornello che ti sveglierà una mattina qualunque, fra dieci anni.
Dischi consigliati, divorati, assorbiti.
Dischi veri, con dentro un’anima, una storia, una passione.
Dischi che ti hanno fulminato e conquistato per sempre, dischi che porteresti sull’isola deserta.
Questo è uno di questi (nota per il blog: il disco era Mercy degli Ours).
Mercy for the meek…!

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  1. 4 settembre 2008 alle 16:56

    Fortunato o fortunata chi ti gode

  2. 4 settembre 2008 alle 18:38

    Eppure io ho un rimpianto del vinile che non puoi manco immaginare!

  3. 4 settembre 2008 alle 18:41

    So che il vinile ha un calore inimitabile, una personalità. Ma io per caso e per l’età non l’ho mai sfiorato.Mio malgrado sono della cd generation mi tocca difendere i cd (almeno meglio degli mp3).

  4. 5 settembre 2008 alle 07:24

    Invidio, solo per motivi anagrafici,chi non ha potuto maneggiare i 33 giri, ma la bellezza delle copertine era impagabile. Per chi è interessato ho scritto un post qualche giorno fa proprio su questo argomento.http://primadopo.blogspot.com/2008/08/cover-art-larte-e-la-creativit-nelle.html

  1. 24 agosto 2010 alle 18:43

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