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L’Italia va e (senza fretta) mi ruba la vita

Lamentarsi è lo sport nazionale. Tutti hanno una lista di proteste, di scandali da denunciare, malumori per i disservizi, frustrazioni contro il sistema.

Si ha un bel dire che bisogna adattarsi al reale, che bisogna essere propositivi e guardare con ottimismo al futuro. Tra spot ammiccanti la qualità totale, promesse di cura e ascolto del cliente e volti sorridenti dei manifesti pubblicitari pensi che in un modo o nell’altro le cose dovrebbe andare. Fanfare gioiose annunciano l’orientamento del cliente, il numero verde gratuito (che ti ascolterà), la customer satisfaction, In modo moderno, come una nazione progredita che rispetta il cittadino, ringrazia l’utente, considera il consumatore.
Ma non è così! Nessun’altra informazione penso sia più condivisa di questa da chiunque abbia la fortuna di vivere in Italia.

Ieri con il ritardo del treno di 1 ore e 10 minuti e con i 50 minuti di attesa alle Poste il sistema Italia mi ha rubato un pomeriggio di vita. Senza nessuno che mi spiegasse perché o avesse la decenza di appellarsi alla mia comprensione. Così con i ritmi da paese in via di sviluppo, l’Italia va, corre, anzi zoppica nel 21 secolo.
La quinta potenza industriale che scivola su stessa, si veste da re per annunciare prosperità e si traveste con la maschera del mariuolo per sottrarti con destrezza l’unica ricchezza dei cittadini “semplici”: il tempo. D’altronde, siamo il paese in cui anche le lettere devono essere raccomandate per essere sicure di arrivare a destinazione, le lettere (così come i cittadini) ”semplici” possono aspettare.

“Questo mare senza requie, fuori, sciabordava contro l’approdo della demenza, si abbatteva alle dementi riviere offrendo la sua perenne schiuma, ribevendosi la sua turpe risacca” (Carlo Emilo Gadda, La cognizione del dolore).

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Categorie:società Tag:
  1. lillimu
    2 settembre 2008 alle 08:25

    C’è sempre un lato positivo: questa ennesima avventura-disavventura “Italia” ti ha permesso di scrivere un racconto che è stato in grado di trasmettere al lettore malinconia e un pò di rassegnata tristezza.Lilli

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