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Le retribuzioni dei lavoratori dipendenti sono fiori che appassiscono

Pietro Citati su Repubblica on line di oggi scrive:

“Michele Serra ha perfettamente ragione su un punto capitale. Non potrà esserci nessun rinnovamento della scuola italiana, se il governo non aumenterà in modo considerevole gli stipendi dei maestri elementari e dei professori delle medie e del liceo. Non è possibile insegnare con uno stipendio di 1200 euro al mese”.

Non ho nulla in contrario, anzi!, concordo che un paese che vuole avere un futuro di sviluppo e progresso debba puntare molto sull’istruzione e quindi sugli insegnanti. Ma mi si perdoni una considerazione egoistica: non è che, forse, non è neanche possibile lavorare in altri enti pubblici con quello stipendio?

Non è solo la nobile missione sociale degli insegnanti che giustifica uno stipendio migliore.La spesa la devo fare anch’io, esattamente come un insegnante.
Per dare ragione al Ministro Brunetta (viva la trasparenza) e a prova tangibile del senso del mio post, in barba alla mia privacy, non ho difficoltà a dichiarare di guadagnare 1.300 euro (compresi gli straordinari): meglio degli insegnanti (pare) ma tolto il mutuo, non è che ci sia da sguazzare nell’oro.

Sono consapevole di non potermi lamentare e non voglio certo scatenare una guerra tra “poveri” (termini da riferirsi, ovviamente, all’opulenza del nostro paese) ma non sarebbe il caso di cominciare a fare una discussione seria sulle retribuzioni dei dipendenti a seguito delle speculazioni che hanno seguito l’introduzione dell’euro?
noltre, e fin troppo ovvio che gli stessi 1.200 euro hanno un diverso peso per un single e per chi ha due figli, per chi abita a Mialno e per chi abita a Palermo.Tutte considerazioni non nuove e di semplice buon senso ma che alla fine rendono la considerazione di Citati abbastanza velleitaria.

Troverei più sensato aumentare le retribuzioni dei dipendenti privati piuttosto che tagliare quelle dei dipendenti pubblici. Una politica dei redditi sana dovrebbe cercare di livellare verso l’alto e non, in nome di non si sa quale ottusa equità, a impoverire indiscriminatamente.
Infine, tagliare le retribuzioni e non prevedere un calo dei consumi (e quindi della ricchezza collettiva della Nazione) è come dimezzare l’acqua ai fiori del proprio giardino e stupirsi nel vederlo appassire.

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  1. 4 settembre 2008 alle 19:39

    Oggi ero in una struttura sanitaria pubblica. Erano le 8.30. Il medico specialista non arrivava. Mi lamento e dico. “Nessun rispetto per la gente che lavora e deve prendere permessi per farsi visitare…”. La signora seduta affianco a me dice: “Almeno lei il lavoro ce l’ha!!!!!!”

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