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Antichi amici esplosivi e vecchi merletti (ingoiati dal vortice del tempo)

Incontro un vecchio amico.
Parliamo, riassunto degli ultimi otto anni.
Lo vedo cambiato ma neanche troppo. Sembriamo uguali a tanti anni fa ma siamo mutati tantissimo (nell’anima, oserei). È un altro mondo. Abbiamo altre storie alle spalle. Sono state travolte le vecchie coordinate spazio-tempo-idee.

Mentre lo osservo mi chiedo se anche lui vede in me quello che vedo in lui: uno specchio di come sono cambiato.

Abbiamo finto di essere rimasti sempre uguali ma fingevamo consapevolmente.
Ce lo siamo detti: siamo normalizzati. Non abbiamo più il piglio infiammabile sulla politica, la rabbia incendiaria dei 20 anni, la testa libera per un cazzeggio senza remore.
Normalizzati, giorno dopo giorno. Metabolizzata musica e politica. Vissute le disillusioni dell’età adulta.
Ho come l’impressione che non rivivremo più i folli deliri di alcool e parole che furono, quei vortici di incosciente espressione su todo mondo, di complice accordo per la rivoluzione mentale globale.
L’ho invitato a leggere il mio blog rassicurandolo (mi) che sono rimasto il libero pensatore radicale senza compromessi di un tempo.
Mi appello alla clemenza della corte!

“Non so che viso avesse, neppure come si chiamava,
con che voce parlasse, con quale voce poi cantava,
quanti anni avesse visto allora, di che colore i suoi capelli,
ma nella fantasia ho l’immagine sua: gli eroi son tutti giovani e belli.
Conosco invece l’epoca dei fatti, qual’ era il suo mestiere:
i primi anni del secolo, macchinista, ferroviere,

i tempi in cui si cominciava la guerra santa dei pezzenti
sembrava
il treno anch’esso un mito di progresso
lanciato sopra i continenti”
La locomotiva, Francesco Guccini
“Tu sei un ragazzo pulito, hai le orecchie piene di sapone.
Sarà per questo che non distingui più la regola dall’eccezione.
Quando ritocchi la punteggiatura del tuo ultimo capolavoro,
e ti rivolti nella malafede e poi firmi con la tua penna d’oro.

Dimmi come ti va, come ti senti, dimmi come ti va e come ti addormenti.
Dimmi come si sta, come ti senti, se c’è qualcuno di cui ti penti o se va bene tutto così com’è.

Tu sei da tutte le parti, io sempre da una parte sola, non ho consigli da darti, la tua politica ha fatto scuola.
Ciambellano del nulla, avanzo di segreteria.

Ma ti ricordi com’eri quando cercavi una sistemazione?

Professionista dell’amicizia e della compassione?
Ma sempre meglio di adesso che vai girando come una sciantosa, e non sei niente ma fai di tutto per sembrare qualcosa”
Vecchi amici, Francesco De Gregori

[Photo credit: Sabasan]

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