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Lavorare fa più male che drogarsi…. Ma la vera drogata è l’informazione!

Oggi i media rimbalzano le notizie sull’ultimo rapporto annuale INAIL sugli infortuni sul lavoro. Il dato che interessa ai giornalisti è che le morti bianche si attestano a 1.210 casi, con una flessione del 12,8% rispetto al 2006.

Secondo me urge una riflessione.
Questa è sicuramente una notizia, importante su cui è giusto porre l’attenzione. Ma in Italia l’informazione è stranamente drogata, gonfiata e distorta.
I fenomeni, le “emergenze” saltano fuori per caso, a seguito di fortuiti eventi che colpiscono l’emotività popolare e vengono cinicamente sfruttate dall’informazione di massa.
Sugli infortuni ad esempio, guardando le statistiche storiche, risulta che, il fenomeno infortunistico è tragicamente costante nel tempo:
  • 1955 infortuni 1.104.455 morti 3.950
  • 1965 infortuni 1.321.166 morti 3.823
  • 1975 infortuni 1.308.213 morti 2.845
  • 1985 infortuni 993.929 morti 1.908
  • 1995 infortuni 1.014.733 morti 1.366
  • 2005 infortuni 911.432 morti 1.265

Non ci si può svegliare di colpo nel 2008 da un mese all’altro per sancire che siamo in emergenza infortuni! Svegliarsi stupiti e chiedere la classica, inutile e demagogica legislazione emergenziale (lo stile è sempre quello: “manette agli evasori!” o giù di lì, ma chi ci crede più???)
Cosa scrivevano le prime pagine dei giornali nel 1955 o nel 1985? Rispetto al 1955 siamo passati da quasi 4000 (!!!) morti ai 1200 odierni, sempre troppi, ma che non giustificano l’allarmismo isterico di questi mesi sopratutto in confronto ad altri fenomeni sociali.

Infatti andando a vedere gli ultimi dati disponibili (ISTAT, Istituto Superiore della Sanità e INAIL) facendo una comparazione al 2006 (ultimi dati disponibili per tutti i tre enti) risulta che:

  • Morti per droga: 517 (decessi dovuti ad intossicazione acuta da overdose) [fonte Ist. Sup. San.]
  • Morti per infortunio sul lavoro: 1.341 [fonte INAIL]
  • Morti per incidenti stradali: 5.669 [fonte ISTAT]
  • Morti associati all’alcol 24.000 [fonte Ist. Sup. San.]
Secondo voi dov’è l’emergenza?
Avete mai visto un tg o un giornale sparare a zero sui produttori di vino e birra? Reclamare una legislazione proibizionista o pretendere interventi sulla cultura della prevenzione alla guida?
Ovviamente no.
Sarebbe troppo facile dire che forse i giornalisti sono prezzolati, che vivono di pubblicità dei produttori automobilistici e di alcolici. Questo è pensar male e solo una mente semplice come la mia può avere questi pensieri impuri.
No l’unica realtà certa, lapalissiana, evidente che si può affermare da questi dati è che lavorare fa più male che drogarsi…. e che morire sul lavoro è una piaga sociale che oscura il fatto che si muore 5 volte tanto per imprudenza alla guida e oltre 20 volte tanto per l’abuso di alcolici
Se muore qualche giovane il sabato sera è una notizia, ma casuale, sempre decontestualizzata.
Le nostre paure sono le paure che altri vogliono noi abbiamo. Non voglio demonizzare la stampa ma ci sono sempre più indizi per diffidarne seriamente.
Fenomeni sociali enormi vengono continuativamente, pervicacemente ignorati e nessuno se ne preoccupa. Pochi si indignano per che quasi tutto ignorano la realtà mai raccontata.
Appare chiaro che in Italia non esistono notizie oggettivamente importanti esistono solo notizie che diventano importanti nel momento in cui tutti i media contemporaneamente o meno le pompano.
Sarà un caso se l’Italia è 42° nella classifica mondiale della libertà di stampa (superata da Benin, Trinidad & Tobago e Lituania)?
Ma chi lancia grida di allarme fa la solita fine: il saggio indica la luna, lo sciocco guarda il dito!
Il problema non sono i giornali manipolati o inaffidabili, il problema sono i 24.000 morti di alcol e i 6.000 per incidenti stradali.

Ma il problema ancora più grosso del Belpaese è questa equazione:

  1. La politica segue solo gli umori della gente.
  2. Gli umori della gente sono determinati dai mass media.
  3. I mass media ignorano certi problemi.
Il risultato?
La politica ignora tutti i problemi che riesce a nascondere non facendone parlare i media (in modo diretto o indiretto).
Ai voglia a protestare dai blog…
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