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Sono un ghost writer!

Ghost wri|ter (loc.s.m.inv.) ES ingl. autore di libri o articoli per conto di un’altra persona che li firma e ne assume pubblico merito e responsabilità

Questo dice il De Mauro.
Ultimamente mi è capitato di essere, per lavoro, scrittore fantasma.
Tempo fa a un corso mi è stato detto di non lamentarsi di esserlo perché rimane fra i mestieri più nobili.
Su questo non mi pronuncio, ma è certo che è una strana sensazione.
Ti senti gratificato perché in fondo una persona “importante,” che ricopre un ruolo rilevante nella società (che tu non raggiungerai mai) che, proprio per il suo ruolo, è chiamato a esporre il proprio pensiero in pubblico, ebbene questa persona si presenta a dire non quello che Lei, persona importante, pensa. No! Va lì a dire quello che tu, anonimo scribacchino le fai dire.

Ti senti arrabbiato per lo stesso motivo di cui sopra! Perché allora, pensi, potresti essere tu la persona importante. Cosa ti manca per essere come lui? Nulla, anzi pare che ne sai più di lui visto che si rivolge a te per parlare o scrivere (neanche la prendo in considerazione la scusa dei troppi impegni)!!!
Altro aspetto curioso dello scrivere per gli altri è il distacco con cui affronti l’argomento. Tutto si tramuta in un esercizio di stile. Mi spiego: non devo scrivere il mio pensiero, ma quello che penso dovrebbe essere il Suo pensiero. Un imitazione reale, un immedesimazione di quello che una persona nel suo ruolo dovrebbe pensare, dire, scrivere in quella occasione. Ma un immedesimazione fallata in partenza perché probabilmente l’interessato non riuscirebbe a scrivere quello che io e il pubblico ritiene dovrebbe dire in virtù del suo ruolo. Kafkiano!

La cosa più soddisfacente rimane prendere i concetti basilari, semplici, banali e gonfiarli dal punto letterario. Una citazione qui, un latinetto li, una metafora, una similitudine e via così. Quello che io penso che la gente pensa di dover sentire da quella persona!
Non si rischia mai, si da quello che la gente o l’uditorio si pensa voglia ricevere.
Lo stile deve essere forbito e attento, la semplicità va aborrita perché pare convinzione diffusa che non si possa dire cose intelligenti e profonde con parole semplici. Così capita di dover menare il torrone per due facciate per esprimere un concetto di due righe. Mi sento Maestro del vuoto espanso.
In particolare la corrispondenza epistolare diventa un gioco delle parti, una farsa di pupi.
Perché come io, emittente, sono consapevole fautore, di una prosa vuota e gonfiata, così il ricevente, che non è stupido, decodifica il messaggio, lo sfronda e va individuare a colpo il pensiero unico che vi rimane. Quanta fatica inutile!

Neanche dire che mi trovo a non condividere praticamente nulla di ciò che scrivo. Potendo affronterei altri argomenti e con un altro linguaggio. Ma trovo la cosa divertente e formativa, esprimere al meglio stupidaggini, banalità e arzigogoli retorici diventa un passatempo soddisfacente per l’ego dell’aspirante scrittore.
Il risultato è questo: uno esprime un pensiero che non è il proprio ma di un altro, l’altro non condivide nulla del pensiero che fa esprimere. Assolutamente geniale!
Quindi, quando sentite qualcuno parlare il pubblico, provate a distrarvi dal contesto e a pensare che forse quella noiosa solfa del trombone di turno l’ha scritta, sotto mentite spoglie e ridendo della propria retorica, un blogger (magari obliquo) che non condivideva nulla di quello che scriveva!
[Illustrazione di Howard Pyle, foto Wikipedia]

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  1. 8 luglio 2008 alle 05:39

    ce l’hai fatta!ora vorremmo che diventassi scrittore e bastai fantasmi e gli scheletri li lasciamo agli altri

  2. 5 novembre 2008 alle 14:14

    Io VOGLIO essere un Ghost Writer. Ma come faccio a proporre i miei … servigi.Le agenzie letterarie, ok ma lì è vero sfruttamento e molto poco guadagno. Per i privati in cerca di … me?Cosa devo fare?Vale

  3. 15 novembre 2008 alle 18:39

    Cara Vale, non so aiutarti, Io Scrivo dentro una struttura come stipendiato fisso….

  4. 24 marzo 2009 alle 22:19

    Cara (o caro?) Vale,stavo cercando proprio un ghost writer per un piccolo progetto privato, in campo narrativo.Se ti va di offrirmi i tuoi “servigi” come li hai definiti tu, scrivimi a stefanomarcelli@tiscali.itCiao,Stefanohttp://www.madreditutti.com/stefanomarcelli/index.htm PS Vale anche per altri ghost writer in eventuale lettura.

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