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Le attese e le pulsazioni di un concorrente di un concorso pubblico (breve racconto in quattro episodi) – Parte 2 di 4

Parte 2: Ah, la Capitale…

Aeroporto Leonardo Da Vinci, per tutti quanti Fiumicino!. Che luogo! Qui la vita sembra un flusso continuo e inarrestabile. Un formicaio in viaggio dove tutti sanno cosa fare e dove andare anche se appaiono terribilmente spaesati.
Mi orizzonto, scanso valigie e persone. Comincio a macinare kilometri di tapis-roulant ed eccomi nella stazione all’interno dell’aeroporto.
La mia prossima tappa è il c.d. Airterminal Ostiense (suona fico, ma poi scoprirò essere solo una grigia stazione della periferia romana che sbuca direttamente sulla fermata della metro).Aspetto in fila per il biglietto. Aspetto il treno. Il primo treno utile è soppresso. Allora aspetto il secondo. Questo arriva, su binario diverso da quello annunciato, ma arriva. Aspetto che parta. In ritardo, ovvio. La voce che annuncia le stazioni prima è assente, poi fievole come un battito d’ali di farfalla.

Aspetto la mia fermata sbirciando il finestrino, imbrocco la discesa giusta. Eccomi alla stazione di Roma Ostiense. Dove sarà l’uscita? Semplice seguo il flusso! Tra la gente individuo subito una collega concorrente. 23-25 anni. Accompagnata dalla (apprensiva) madre. In bocca al lupo, baby, la vita è complicata!
Sono dunque nel airterminal Ostiense, cammino piano e attendo di uscire (a riveder le stelle). Percorrendo quei sottopassagi grigi mi chiedo perchè la denominazione “ostiense” mi fa subito affiorare i ricordi dei burini dei film di serie C, deve essere un mio problema…
Seguendo da brava pecorella, la folla giungo alla stazione della metro “Piramide” (i nomi delle stazioni metro sono talmente evocativi che sembra che ci abbia messo mano D’annunzio!).

Aspetto la metro. Linea B, vecchia e ultra graffitata. Arriva il convoglio fatiscente, entro. A destra rivedo la concorrente con mamma, si mettono attaccate all’uscita, forse hanno paura di fare tardi al concorso (mancano solo 2 ore…). A sinistra seduto scorgo subito un altro collega. Qualche anno in meno di 40, giacca sul braccio e il foglio dei quiz in mano. Li legge concentratissimo. Mi chiedo se io, studiando, abbia mai un volto così intenso… dovrò verificare con uno specchio. È molto professionale e credibile, lo frega solo il caldo che comincia a essere fastidioso. Il ragazzo continua a fare quiz, sono poche fermate fino a Eur Palasport, ma lui insiste senza tregua.
Ok fratello, hai le tue ragioni! Magari tra poco usciranno propri i quiz che stai leggendo adesso! Ma io non ce la faccio! Ho già dato, non ne voglio più vedere tanto che non me li sono neanche portati. Prima di scendere il cardiofrequenzimetro dice 78, deve essere il caldo.
[Foto Wikipedia]
Leggi la Parte 3: Il sol dell’avvenir…

Leggi la Parte 1: Il piacere di viaggiare

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