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Le attese e le pulsazioni di un concorrente di un concorso pubblico (breve racconto in quattro episodi) – Parte 1 di 4

“Le avevo provate tutte, mi mancava solo la morte”
diceva Jim Morrison, a me mancava solo il concorsone pubblico a Roma…

Parte 1: Il piacere di viaggiare
Non dormo nulla, ansia da prestazione. 3 ore e malamente. Sveglia alle 5.00, mi pulsa la testa.
Aeroporto. Aspetto per il check in un minuto. L’hostess di terra mi rivolge una domanda. La guardo ottuso e attonito, “cosa?”. Non ho capito nulla, sono già cotto. La domanda era, ovviamente, l’unica che ti viene rivolta prima di stampare la carta di imbarco: “corridoio o finestrino?”. “Finestrino” dico rassegnato e consenziente. “Il signore”, fa lei, ”ha un semplice Trieste-Roma” (riferendosi al cliente accanto che aveva TriesteBombay) e io penso “semplice per te che resti qua a terra!”. La fanculeggio mentalmente, ben consapevole che per me oggi sarà solo un “semplice” e certo massacro.

Ma con ordine. È la mia prima volta con Alitalia scelta solo (a parità di prezzo) perchè partiva venti minuti dopo. Mi è parsa come tutte le altre compagnie, stesso servizio, stessa qualità dunque… dove vanno a finire i soldi che perde giornalmente? Mentre ero in preda a questa considerazioni mentre ero seduto in sala d’aspetto (ad aspettare, lo sottolineo), in attesa dell’imbarco, compare l’intera squadra nazionale polacca di beach soccer (!). Sfoggiano tutti dei notevoli bermuda biancorossi. Sono tutti degli zombie, alcuni si mettono a dormire distesi, altri parlucchiano piano. Buon ritorno a Varsavia! Chissà come sarà andata la loro competizione, meritava farsi tutti quei km? [Aggiornamento del 24 giugno: ho ricercato sul web la Polonia ha perso con l’Italia, manifestazione Euroleague di Beach soccer a Lignano Sabbiadoro].
Convinto che non avrei mai avuto una risposta mi imbarco. A favore della nostra compagnia di bandiera mi sorprende l’accoglienza. In cima alla scaletta ci aspetta, per il “buongiorno” di prassi, un hostess che, giuro!, è la sosia di Milly D’Abbraccio (nota pornostar, per chi non lo sapesse… e non ci credo che non lo sapete!). Sputata, anzi no, forse è proprio lei, riciclata (si sa che il cinema di qualità è in crisi…). Comunque, ho pensato, in caso di ammaraggio d’emergenza potremmo usare le sue labbra come scialuppa d’emergenza!

Non l’ho ancora detto chiaramente, sto volando a fare un concorso pubblico, 65 minuti di quiz. Quindi ho bisogno di un orologio perchè io non ne faccio più uso da anni. Prendo quello del mio amore, un orologio sportivo che ha anche il cardiofrequenzimetro.
E allora, battiti! Prima di partire 74. Rullaggio e decollo 131. Rimane sempre un bel brivido!
Solo 13 minuti di ritardo, “La Repubblica“, snack, succo d’arancia, aspetto di arrivare ed ecco, dopo 50 minuti, l’atterraggio: 125 battiti!
Il pilota non fa fare sobbalzi all’aereo ma va giù come una scheggia, siamo in rettilineo a velocità folle, frenata lunga e lenta, per fortuna le piste di Fiumicino sono lunghe….
[foto Wikipedia]

Leggi la Parte 2: Ah, la Capitale…

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