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Scritto solo per me

5,25 timbro. Esco cuffie già inserite nelle orecchie. Clic play. Musica. Fuori il sole dopo due giorni di pioggia, mi sento bene, rilassato. L’oppressione di un lavoro senza significato è di colpo distante. Ma perchè galleggiare se hai l’occasione di fallire in grande stile? Sei morto anche se respiri ancora? (“It’s better to burn out than it is to rust”)

Cammino con la canzone nella testa. Anzi la canzone mi fa camminare. Anzi cammino nella canzone. Come la prima volta che scopri l’amore, come il primo bacio, come l’odio ben riposto. Una fulminazione. La melodia si intreccia all’umore della mia anima. Brividi, brividi continui.
Una sensazione che non ha pari. La musica che ti travolge, che addolcisce la bocca amara di routine. Non so se sono felice o disperato, è travolgente. I passi scappano via veloci, mi muovo senza accorgermene.
Proprio oggi che penso di aver capito tante cose, la musica mi ricorda che continuo ad essere la caricatura dei miei sogni.
Non provo fastidio neanche a dover fare slalom tra la gente. È tutta la vita che scanso le persone. La mediocrità, l’ipocrisia, l’insulsaggine. Sono sempre fuggito, sempre per rispetto di me. In treno dovrei leggere ma non riesco a levarmi le cuffie. Ancora brividi. Una melanconia suadente non vuole abbandonarmi. Un crescendo di pathos. E io mi lascio sommergere.
È nell’orizzonte di pochi. Farsi del male, cullarsi di scelte sbagliate, scegliere la strada più scomoda, abbracciare idee perdenti, osare sbagliare. Guardo fuggire occasioni importanti con indifferenza compiaciuta. Scelte intransigenti e incomprensibili solo per rispettare il proprio codice di vita. Dare valore alla solitudine, alla compagnia di un libro, al travolgimento di una canzone.
E il gusto amaro non va mai via, perchè ti piace. Il dito ritorna sempre sulla cicatrice.
Non voglio giudicare o essere giudicato. Voglio solo il mio spazio, senza le parole consolatorie della brava gente. Non voglio sfuggire al dolore e al male della vita. Le altrui consolazioni in buona fede sono illusioni pericolose. Voglio dare senza ricevere, perchè non voglio essere in debito di niente. Voglio poter cullare i miei sogni neri dove tutto è negativo perchè agli altri sembra positivo.
Navigo fragile senza rotta e il disorientamento è la mia bussola obliqua.
E tutto questo è scritto per me.
Solo per me.

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  1. 21 maggio 2008 alle 21:00

    solo per te… noi non aggiungiamo nulla… disfrutar

  1. 20 luglio 2010 alle 15:18

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