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L’universo in una parola (dimmi come scrivi e ti dirò…)

Oggi sono casualmente tornato all’Università che ho frequentato qualche anno fa. Devo dire che ogni volta che ho rimesso piede nell’ateneo ha sempre sentito vibrazioni negative. Non ho un bel ricordo di quegli anni. Mi rimangono in mano solo illusioni sbiadite e sacrifici sprecati. Non so se il problema è solo mio. Oggi vedendo gli attuali universitari mi rendo conto, a pelle, che le cose non sono cambiate. Arrivati nel “tempio del sapere” si perde contatto con la realtà, anziché avvicinarsi alla vita concreta ci si allontana. Il trionfo della teoria sulla prassi. L’università mi sembra un tunnel temporale per allontanarsi dall’età adulta. Adesso posso dire di averla vissuta così.

Quanti ragazzi! Una folla! E quanto giovani! (o sono solo io sempre più vecchio’). Ma davvero ero anch’io così virgulto? Davvero ero anch’io così calato nel ruolo? Mi aggiravo anch’io nei corridoi come gazzelle nella prateria (di una riserva protetta)? Ero anch’io così indifferente al mondo esterno (che appare distante anni luce)?
Sì, dovevo essere così, la differente percezione odierna è data solo dall’esperienza e dal fatto che ora non “ci credo più”. Ogni volta che mi sfiora l’idea di iscrivermi nuovamente all’università (stavolta per mero interesse) mi basta una fugace visita in loco per farmi passare la voglia.

Appelli ballerini, ricerca di liste d’esame, appostamenti per trovare i professori, file in segreteria, corridoi tristi, mensa oscena e una didattica che comincia a farmi venire dei dubbi.
Non fosse altro per l’ultima cosa che ho visto prima di scapparmene, velocemente, via. Per curiosità ho guardato una bacheca, uno di quei coloratissimi tazebao in cui si affastellano annunci, messaggi, richieste, manifestini e pubblicità varie.
Uno di questi era il classico annuncio per la ricerca di compagni per condividere le spese di appartamento.
Fatto al computer, bella formattazione, tante linguette finali da strappare e in mezzo (per richiamare l’attenzione), in grassetto, sottolineato, carattere 24, una sola parola che mi chiariva tutto sull’Università oggi.
Una sola parola:

AFFITTASSI

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