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Cronaca della mia apatia domenicale

E’ domenica. E’ la mia domenica. Il giorno del riposo, della religione per alcuni, della riflessione per gli altri.
Non ho sveglia. Mi alzo tardi, un piacere, ma il sonno mi sembra una droga infida, più ne prendi, più ne vuoi.
Cerco di mettermi in sesto, il mio cervello vuole la sua parte di riposo e non accende la lucidità dei giorni feriali.
L’inizio è piacevole, la colazione assaporata e non trangugiata velocemente.

I giusti ritmi vitali, ma già mi sfiora l’idea che dormire più del solito mi sottrae tempo vitale…
Accendo il pc e la mattina vola informatica. Anche il web gira a regime ridotto la domenica, ho come l’impressione di girare per strade semi-deserte e con i negozi chiusi.
Il pranzo mi garba, il mio amore mi vizia. Mi sento bene. C’è il gran premio di F1, accendo la TV. Non me ne importa niente, non esprimo neanche quel minimo orgoglio nazionalista per il noto team italiano (sì quello mitico, quello con i piloti brasiliani e finlandesi… fratelli d’Italia). Uso la formula uno come sonnifero. Per quanto mi riguarda una bomba infallibile.
Assorbo il tempo che sfugge. Non riesco a non essere indolente nonostante il mio classico senso di colpa domenicale. Senso di colpa per tutte le attività utili lasciate languire. Nonostante la biografia di Pancho Villa (Un rivoluzionario di nome Pancho, Paco Ignacio Taibo II) che mi guarda dal comodino e mi implora di essere letta. Nonostante i libri che dovrei cominciare a studiare. Nonostante le foto delle vacanze 2007 che dovrei sistemare.
Faccio finta di niente, lascio tutto alla vista laterale. Non mi piace ma non posso negare di provarci un certo gusto.
Non sono scattante, non funzionale. non propositivo. Oggi mi vedo come “un pianoforte con un tasto rotto ” (Ti regalerò una rosa, Simone Cristicchi)
Non mi dispiace questo spleen decadente. Ho tutto il tempo, ma rimando (“mi raderò stasera…”). Intanto mi applico con passione lenta a cose inutili, faccio passare il tempo allontanando pensieri impegnativi. In questo il computer è fenomenale, dopo ore che ci lavoro non so dirvi cosa esattamente ho concluso…
Chiamo mia madre “Ciao, coma va?, “Papà sta bene?” via così, adempio diligentemente.
Metto su i Velvet Underground. Che disperazione feroce, che languida perversione contro la “normalità” (mi sono andato a cercare la “domenica”: Sunday morning, praise the dawning/Its just a restless feeling by my side/Early dawning, sunday morning/Its just the wasted years so close behind”). E’ la colonna sonora ideale di questa domenica a spirale.
Il pomeriggio sta volando via, e, calando il sole, già sento la tensione negativa per l’imminente start della settimana lavorativa. Un malumore questo che si somma al fastidio di non aver reagito alla mia apatia da giorno festivo.
Non ho nulla da ricordare di questa domenica d’aprile, se non questa cronaca di apatia.

“I’m so happy ‘cause today I’ve found my friends … They’re in my head I’m so ugly, but that’s okay, ‘cause so are you…We’ve broken our mirrors Sunday morning is everyday for all I care… And I’m not scared Light my candles in a daze… ‘Cause I’ve found god – yeah, yeah, yeah”
Lithium, Nirvana (Nevermind, 1991)

“E poi ci sono quelle volte in cui mi do fastidio da solo

e poi ci sono quelle volte in cui mi do fastidio che mi do fastidio da solo”
Il mostro, Linea 77 (Horror vacui, 2008)

[foto Sabasan]

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  1. Anonymous
    6 aprile 2008 alle 22:17

    Se può consolarti in questo giorno mi sono sentita apatica almeno quanto te. Ho Avuto come la sensazione d’aver perso tutti i miei contatti. Ma dove saranno gli altri? Si! quelli che senti costantemente nei giorni feriali, Quelli ai quali solitamente devi dire “scusa devo proprio andare”. Uffa! Ma sai che mi sono mancati? Che strano! Assolutamente non invidio chi in questo momento sta cercando di costruirsi un sorriso. Però domattina dovranno dirmi dove sono stati caspiterina!

  2. 6 aprile 2008 alle 23:23

    A volte proviamo fastidio in quanto assediati dagli altri, a volte ci sentiamo soli nella folla )o follia?), a volte daremmo qualunque cosa per una telefonata… Animali sociali che stanno bene da soli o animali solitari che necessitano compagnia?Il fascino dell’apatia è nel suo essere misteriosa, arriva in silenzio, non te ne accorgi. Non è amara come la malinconia, non punge come la rabbia, non spinge come la frustrazione.E’ come la zanzara: prima ti anestetizza, poi dolcemente ti vampirizza e tu alla fine rimani solo con il bruciore!Per fortuna, vista l’ora l’ho scampata, è lunedì ormai!Tra 5 ore e mezzo la sveglia…costretto ad essere lucido e socievole…

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