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Voglio solo un’idea originale al giorno (vi pare poco?)

Avere un blog vuol dire soppesare i propri pensieri, tenerne conto, ricordarli (che è già un problema) e valutarne la pubblicabilità. Secondo me, per meritare di vedere la luce, un pensiero deve avere almeno qualche vaga traccia di originalità.

Così ogni giorno vado a caccia della riflessione da pubblicare rischiando l’angoscia quando comincio ad accorgermi che, in un intera giornata di vita, mi sembra di non aver prodotto uno straccio di idea degna di essere esposta in questa vetrina telematica. Davvero sono così malmesso e lobotomizzato?

Non voglio spacciare che i miei post siano così illuminanti oppure rivelanti grandi verità, ma (io) li ritengo significativi (poi il giudizio del lettore sarà un altro…) e tendo a censurare quello che mi sembra “deja-vu”.

Il problema della maggior parte delle discussioni (e spesso dei pensieri) è che, parlando in termini generali, sono più che altro idee altrui rimasticate. Riproponiamo riflessioni lette da qualche parte o sentite in qualche il programma televisivo, riformuliamo aneddoti raccontataci dai conoscenti o, senza neanche accorgercene, riferiamo come nostre, idee che hanno qualche lontana origine che neanche ricordiamo più.

Quanti di noi, sui vari argomenti, hanno un opinione vergine, formata da soli senza avere recepito nessun input altrui? Bisognerebbe fare come il critico cinematografico che affermava “Non vedo mai i film che recensisco, non vorrei rimanere influenzato!”.

Quando qualcuno mi appare acuto e interessante è perché esercita la più nobile delle capacità delle scimmie con pollice opponibile: l’esercizio della critica, la personalizzazione delle idee che porta al pensiero “originale”.

Conclusioni a cui si arriva senza scorciatoie o “aiutini”, senza riassunti o maestri di pensiero. Sicuramente faticoso. Forse un utopia in un mondo in cui siamo sommersi (in quanto interconnessi) di opinioni in ogni materia, urbi et orbi.

E’ una pratica igienica (per la mente) a cui, pur non volendo, tendo a sottrarmi.
In questo senso sono pericolose anche le citazioni che tanto mi sono care.
Anche peggio è quando ci si rifugia nel luogo comune: non avendo tempo, voglia o forza di pensare un contributo NOSTRO adottiamo l’idea universalmente accettata, il pensiero più facile da recuperare, e lo esponiamo con soddisfatta indolenza e lo sbandieriamo con malcelata tranquillità (perché sappiamo di non rischiare niente, siamo sicuri di trovare consenso).

Una piccola morte del cervello, l’anestesia delle critica, molto comoda e apprezzata.
Infatti non si sbaglia, un luogo comune nel momento topico di una discussione sarà sicuramente un colpo vincente che scatenerà (silenti) applausi di soddisfazione tra gli astanti.

“You get high with your destructive instinct You get high with your corrosive instinct Where can I go to escape your foul mind trick Youre trying it more but you will never break me cause you presume the winner is you but thats not true So say just words to me/Unreal whats your hate providing Say just words to me/Your talk is always contradiction Say just words to me/You wont feel the warmth of friends around you Say just words to me/Is it true that there is worth inside So say just words to me
Say just words – Paradise Lost

[foto Sabasan]

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  1. 2 aprile 2008 alle 21:47

    L’uomo ha la facoltà della parola, del linguaggio, grazie al contatto con l’altro uomo. La storia ci ha portato qui perchè l’uomo é un animale sociale ed é una cellula della coscienza universale che si evolve nel tempo. I nostri pensieri, le nostre opinioni, non sono solo nostre. Siamo una parte geneticamente tramandata dalla preistoria dei nostri avi e continuiamo a crescere perche siamo una parte di tutti coloro con cui veniamo a contatto. Perciò caro Prog niente cruicci. Cosa vuol dire originalità e asetticità nel pensiero? Non possiamo prescindere dsi nostri simili. Saremmo una scatola vuota. Non so se c’entri molto, sicuramente no. Ma la voglio dire perchè riflessione mi ha indotto questa reminescenza.Jean Jacque Russeau ha parlato dell’Hoome Sauvage. L’uomo nasce buono, ma subito dopo la nascita viene contaminato e diventa cattivo.

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