Home > questioni private > Turbinando sulle strade dell’Ossola

Turbinando sulle strade dell’Ossola

Giorni tonanti: visita agli amici piemontesi. Base di partenza Domodossola, raggio di azione l’Ossola.

Essere amici, avere feeling. Ritrovarsi a colpo, indipendentemente dal tempo passato. Con Mr. A e Lady G. è così. C’è una risonanza d’anime. Ogni volta funziona alla grande. L’obiettivo è stare insieme e nel mentre zingariamo dove possibile.
Il mio amore, Mr. A, Lady G. e io siamo persone assolutamente sui generis e l’incontro delle quattro obliquità è una miscela esplosiva per le risate.
Non siamo propriamente organizzati: questa volta abbiamo fatto il giro della morte senza fari (“e guidare come un pazzo a fari spenti nella notte per vedere se poi tanto difficile morire”), preso una strada contromano, corso come folli per prendere un treno, ci siamo bloccati dentro un parcheggio a pagamento, e altre amenità. Ma, sorpresi dalla neve o in ritardo sulle tabelle di marcia, si va avanti trasognanti.

Una sera siamo entrati al supermercato a 3 minuti dalla chiusura e dopo poco si chiudevano le saracinesche metalliche e una voce metallica ci minacciava inquietante che il supermercato era chiuso mentre noi iniziavamo allegramente la spesa… perché programmare ogni cosa con la giusta scadenza?

Abbiamo fatti molti km per scoprire che una tormenta di neve ci impediva di raggiungere la meta agognata, ma il caso, amico dei folli, contemporaneamente ci guidava a mangiare superbamente. Così sui 1600 m del Devero abbiamo assaggiato sia dei gnocchi epocali sia la ruberia dei parcheggiatori locali (“Chi siete? Cosa portate? Sì, ma quanti siete? 1 fiorino”).

L’imprevisto come disciplina di azione, una regola che contrasta con me stesso ma che nel gruppo diventa fattore di entusiasmo.

Fare anche se non si deve. Andare anche se non c’è più luce, spingersi anche se piove e così può scoppiare la magia. Eccoci allora aggirarci nel borgo medievale di Vogogna (i saggi dicono “uno dei 100 borghi più belli d’Italia” e io confermo). Camminiamo in un’atmosfera irreale e senza tempo, un freddo becco, la pioggia insistente ma la sensazione clamorosa di essere catapultati 400 anni prima mentre passeggiamo senza incontrare un turista con un alone di pura Transilvania piemontese. E così scopri la gioia di arrancare infreddolito e di fare foto buie che mai renderanno il fascino del luogo che visiti.

Sarà per le sveglie mattutine ritardate, per gli orari scelti o per le mete di nicchia ma ogni tappa era una regata in solitaria con pochissimi e, spesso, nessuno che seguisse le nostre orme.
La sera di Pasqua abbiamo cenato al ristorante Calvario (!!) sul monte Calvario (!!!) ma, ovviamente, di questo ci si è resi conto a posteriori.

Tra un giro e l’altro assistiamo all’invasione dei testimoni di Geova (la casa di Lady G. si trova vicino al loro tempio) e familiarizziamo con lo splendido gatto del nostro cicerone, un enorme, sornionissimo e tondo felino di enorme personalità e circonferenza e, giuro, senza nome! La cosa più bella era vederlo agitare la vaschetta dell’acqua per poi sorseggiarla in movimento!

Di sera in sera abbiamo tirato tardi davanti al vino e dietro i nostri pensieri, parlando di tutto: da Dio a Gardaland, dall’Anti-Edipo di Gilles Deleuze ai camper… Ci siamo fatti complimenti reciproci e presi allegramente per il culo per girare la nostra personale pellicola che ondeggia continuamente tra “Amici miei” e “Fantozzi”!!!

Sfottendoci e ridendo del mondo abbiamo scalato i complessi statuari del Sacromonte d’Orta (patrimonio dell’Unesco), costeggiato il lago Maggiore, d’Orta e di Locarno, visitato (nonostante l’insidia delle spinte pelviche di Mr. A.) la suggestiva isola di S.Giulio, Oria e Trontano. Nulla in confronto a poter festeggiare il mio 34° compleanno nel Mc D. di Locarno, dove, dopo dell’ottimo cibo abominevole, ho potuto gustare, sullo schermo a led posto sopra l’orinatoio, la seguente scritta “Ci vediamo dopo la pausa”!

Dopo le sere di formaggi caprini e Bettelmatt, salami “bastone del nonno” e ottimo vino fatto in casa, abbiamo arrancato nell’angusta valle Antrona (ipotizzando che probabilmente Bin Laden si nasconda da queste parti…) sfidando il freddo, il buio e decine di tornanti. La nostra destinazione era il laghetto lì nascosto, dopo il lungo percorso l’abbiamo trovato ghiacciato ma vedere svettare nel cuore dell’Ossola una rabberciata bandiera brasiliana ci ha soddisfatto più di qualunque bellezza naturale!

Così sono volati via i ruggenti giorni ossolani che cerco di fermare grazie al blog.
Grazie ai fantastici compagni di viaggio.
Alla prossima, ad maiora!

“If I leave here tomorrow
Would you still remember me?
For I must be travelling on, now,
cause theres too many places Ive got to see
.
But, if I stayed here with you, girl,
Things just couldn’t be the same.
cause I’m as free as a bird now,
And this bird you can not change.
Lord knows, I can’t change”
Freebird, Lynyrd Skynyrd

Annunci
  1. 26 marzo 2008 alle 23:09

    Questi sono i viaggi che mi piacciono. Amicizia, allegria, imprevisti e incoscenza. E poi: Buon Compleanno Prog

  2. Anonymous
    27 marzo 2008 alle 23:28

    ah ah..Caro Marco,Grazie per il robinwoodiano lady g.,Grazie soprattutto per il cicerone, anche se penso che costui potrebbe voltarsi nella tomba..credo che un immigrato sordomuto avrebbe svolto meglio la parte..ricorda, poche idee,ma confuse..Ora posso dire, con maggior lucidit� che in questi giorni, tra feste pagane,compleanni in svizzera e corse in macchina, sono stata sopraffatta dall’emozione e le parole mi son mancate!Ad ogni modo non credo che la proloco locale mi assumer� come guida turistica!Io non conosco nulla delle mie lande natie, ho scoperto i luoghi atavici pi� in questi 4 giorni che in trent’anni!Con voi e grazie a voi!Non pi� disadattata abitante, ma viaggiatrice affettiva e affezionata a tutti i luoghi che interseca!Grazie ai compagni di viaggio e alle prossima tappa!

  3. 28 marzo 2008 alle 20:02

    Carissima Lady G.accolgo con immenso piacere il tuo commento!Quello che è certo è che quando trovi le parole sono bellissime!La tua guida è stata essenziale anche se non esaustiva, illuminante anche se non nozionistica. Hai guidato le nostre emozioni in quelli che, anche se (in parte) sconosciuti, sono i TUOI luoghi!Un abbraccio forte

  4. 11 aprile 2008 alle 23:13

    Mi è piaciuto il tuo racconto sul soggiorno in Ossola 🙂E pensare che in pochi conoscono e apprezzano quello che queste valli hanno da offrire…Confermo che i parcheggiatori del Devero più che accoglierli li allontanano i turisti con i loro prezzi e modi poco garbati, è una cosa nota qui.Ah io sono di Domodossola e anch’io abito vicino ai testimoni di Geova! 😀Ciao

  5. 11 aprile 2008 alle 23:35

    L’Ossola è notevole, un posto veramente spirituale…!Il tuo commento mi ha ri-catapultato in quei giorni, che nostalgia!Grazie del commento.Ho visto il tuo blog, molto curato.Saluti 😉

  1. No trackbacks yet.

Spazio al dissenso

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: