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La dittatura della mediocrità

I giorni scorrono veloci e gli anni mi si accumulano sulle spalle senza che ne abbia precisa coscienza.
Non mi fermo mai a riflettere, strappo velocemente le pagine del calendario. Punto ai cerchietti rossi: festivi, feste comandate,
scadenze, appuntamenti, viaggi, concerti.
Punti intermedi da raggiungere, tappe della vita senza avere preciso il traguardo finale.
La sensazione predominante è quella di compiere la maggior parte delle azioni per la
forza di inerzia delle azioni prima, della routine interiorizzata.
Cani alla catena.


In particolare al lavoro. Senza accorgermene ho acquisito esperienza. Sto raggiungendo la soglia fatidica.
Infatti quando puoi dire “è 10 anni che faccio questo lavoro” intendi dire che hai un’esperienza tale, una perizia che il tempo rende quasi automatica.
Per me non è così. Sento di non sapere in realtà nulla di quello che faccio.
Sopratutto mi è ignoto il perché lo faccio!
Va bene, sono in una fase in cui preferisco le domande alle risposte.
Il vero problema è che sono circondato da persone che ritengono che io faccia il dovuto lodevolmente. La situazione è straniante.
I complimenti complicano tutto.
Io non mi sento convinto e chi mi giudica sì!
E’ sempre un fatto di prospettiva.
Nella, con tutto il rispetto, mediocrità generale, si può eccellere.
Ma non è una vittoria. E neanche un pareggio.
Comunque è meglio andare
controcorrente: fai più fatica ma almeno arrivi in un posto poco affollato!


“E’ stato un tempo il mondo giovane e forte, odorante di sangue fertile, rigoglioso di lotte, moltitudini, splendeva pretendeva molto… Famiglie donne incinte, sfregamenti, facce gambe pance braccia…

Il nostro mondo è adesso debole e vecchio, puzza il sangue versato è infetto… Povertà magnanima, mala ventura, concedi compassione ai figli tuoi… Glorifichi la vita, e gloria sia, glorifichi la vita e gloria è…”
C.S.I.
– Del mondo

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  1. 11 marzo 2008 alle 18:37

    Prima un secondo era la sessantesima parte di un minuto. Oggi un secondo é la 120esima parte dello stesso minuto. Vogliamo fare il doppio delle cose in metà tempo. Non si può. Cosa c’entra questo commento col tuo post. E’ uno degli aspetti, e mi é venuto cosi… il valore delle cose e degli uomini é puramente soggettivo. Entro certi limiti canonizzati dalla società, ognuno di noi ha un proprio metro, o sistema di misura. Io credo che tu sei ancora troppo giovane, od io troppo poco vecchio per poter dire chi é Caino e chi é Abele, o per poter dire chie Stanlio o chi é Onlio. Ma con ciò cosa voglio dire.? Nulla, perchè non solo tutto ciò che é qui dentro é virtuale od un insieme virtuale di bit, ma anche ciò che é fuori: il lavoro, la casa, la chiesa, i viaggi, tutto é Matrix. Un giorno qualcuno cancellerà la tua subroutine e tu non ci sarai più. Ed allora… goditela! Come? E chi lo sa!!! Se lo sapessi non starei qui a scriverti: questo é la questione vitale di questo grande gioco che é la VitaMatrix!!! Enjoy

  2. 11 marzo 2008 alle 18:58

    Non ho ancora capito se Sabai è mito o realtà?Sei Neo o Morpheus?La matrice è fatta con le tue foto?“Correre, correreCorrere, correreSempre a Correre, correreCorrere, correre, più veloce delle macchineCorrere, correre, con la testa che si spaccaSempre a Correre, correre, troppe voci che ti urlanoDevi Correre, correre,corro e non so dove andare”La crus, Correre

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