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Rock, mutuo soccorso, vecchi amici e i segni del tempo

Venerdì sera siamo andati a vedere il Banco del mutuo soccorso in quel di Cervignano.
Grande concerto! Passione e perizia. Rock PROG che non risente del
tempo che ha assunto lo status di classico. Il repertorio del BMS è solidissimo e a farla da padrone è lo storico Darwin!, un album più vecchio di me ma che suona, sopratutto dal visto concettuale, attuale (scusate il calembour).
Dal vivo il Banco è coinvolgente e convince, si percepisce la passione
di chi ci crede e mai la sensazione del tirare a campare. Non è revival patetico. I segni del tempo, copiosi nei musicisti, non hanno intaccato la musica che esce dalla trappola dell’orologio con forza tale da far sfigurare la musica attuale (almeno gran parte).


“E da un branco una tribù che va
da un villaggio una città
gente che respira a tempo
uomini rinchiusi dentro scatole di pietra
dove non si sente il vento
Ma la voglia di fuggire che mi porto dentro
non mi salverà

Cento mani e cento occhi, Banco del mutuo soccorso

A fine concerto mi sento toccare la spalla, mi giro e… chi vedo? Lucio!
Che flashback! Ci eravamo conosciuti il primo giorno di Università, un paio di ere geologiche addietro, quando non avevo internet nè cellulare e giocavo alla playstation (1, chiaro).
Bei ricordi con lui, lezioni affollate, esami, cazzeggi, festicciole bei concerti insieme (Milano, il concertone del 1° maggio a Roma, i Dream Theater a Pordenone…).
Poi, come capita, abbiamo preso strade diverse e ci siamo persi di vista.
L’ultima volta che l’avevo sentito era per invitarlo alla mia laurea, ma il il buon Lucio declinò perché si trovava in Repubblica Ceca ha coltivare amicizie femminili… era il 2001.
Ebbene l’altra sera ho visto come il tempo aveva lasciato i suoi indizi sul volto dell’amico ritrovato che non era più un ragazzo ma un adulto, una strana impressione… io gli avrò dato la stessa idea? Probabile…
Scambi di rito, l’imbarazzo classico di queste occasioni e vaghe prossime di risentirci…
Ma chi ci crede?
Va bene così, guardiamo avanti, progrediamo. Le fasi si chiudono e i ricordi non devono farci essere nostalgici. Io e Lucio eravamo diversi quando ci frequentavamo, siamo diversi ora solo che, in più, siamo anche estranei…
Anche se le nostre strade forse non devono più incrociarsi, ti auguro ogni bene vecchio!
Speriamo, nonostante il tempo, di continuare a crederci, come certi inossidabili musicisti!

“Ed ora io domando tempo al Tempo ed egli mi risponde… non ne ho!” (sempre Banco, sempre Darwin!)

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  1. 10 marzo 2008 alle 00:45

    La musica è il primo linguaggio dell’uomo e non morirà con lui.Mi ha colpito invece il tuo incontro con il vecchio amico, vecchio di data. E questa notte di inizio settimana mi ha fatto riflettere. Rispondo con un link:http://sababo.blogspot.com/2008/03/uscita-di-scena.htmlA Minori (vicino Maiori…)

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