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Fibrillazioni

In questi giorni sono in preda a inquietudini inconsuete che, soprattutto a seguito del confronto con un amico molto più attivo e dinamico, mi ha fatto giungere in questo luogo. Il blog.
Un diario on line personale o la ricerca di un mezzo di comunicazione per condividere urbi et orbi?
Non voglio diventare autoreferenziale nè correre il rischio di parlarmi addosso. Sarei lieto se qualcuno mi avvertisse quando questo dovesse accadere.
Non accadrà e quindi mi regolerò da solo.
Quindi sono arrivato per caso, ma vaga latente il pensiero che è la cosa giusta al momento giusto…
Le possibilità vanno sfruttate anche se non sono state del tutto metabolizzate.
Per quanto possiamo o vogliamo programmare la nostra vita, alla fine sono le casualità (i bivi scelti, gli incontri inaspettati, i libri prestati o le canzoni che non abbiamo scelto di ascoltare) a determinare le pagine determinanti del copione.
Lasciarsi andare, farsi sorprendere, seguire le fibrillazioni sottopelle…

P.S. Proprio adesso una felice conferma del mio pensiero obliquo, mentre stavo per pubblicare il post mi è arrivata la mail che mi annuncia la vittoria del biglietto per il concerto dei Megadeth del 5 marzo, un piccolo accadimento che mi ha sorpreso (non credo alla fortuna, anche se partecipo ai concorsi…) e reso felice e che cambia i miei programmi (ancora non so come!).
Ad maiora

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  1. 4 marzo 2008 alle 11:38

    Abbiamo rotto il ghiaccio… Perché poi il ghiaccio si deve rompere e non si può aspettare che si sciolga. Beh, certamente perchè la metafora dirà che non dobbiamo perdere tempo. Sarà! Ma poi che significa perdere tempo? Visto che mi sto incartando, vista l’ora ed il luogo da cui ti scrivo, voglio per il momento darti il benvenuto in questo spazio di comunicazione virtuale. Anche io non credevo a questa opportunità, ma chissà… un giorno fra 2000 anni troveranni dei bit sparsi su un Hard disk, come i graffiti sulla pietra. E ci studieranno cercando di capire qual’era il nostro prezioso messaggio. Io dico che solo questo é il motivo per cui siamo qui, esposti al rischio di autoreferenziarci e di essere banali… Perciò benvenuto e grazie per i riferimenti ed i meriti che indegnamente mi attribuisci. Perchè la parola “grande” é nei tuoi geni. With compliments. Sabai

  2. 4 marzo 2008 alle 18:11

    Grazie….Meriti la vetrina!La metafora dei graffiti è…….graffiante.Dream on

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Spazio al dissenso

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